YEC – Youth Escape Covid

“Youth Escape – COVID” è un progetto finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma Erasmus+, realizzato dall’Associazione Scout Society (Romania) in collaborazione con Associazione culturale Eufemia (Italia), Asociacion Deses-3 (Spagna), FAJUB – Federação das Associações Juvenis do Distrito de Braga (Portogallo), Cap Ulysse Carrières Internationales (Francia), İstanbul Üniversitesi – Cerrahpaşa İnşaat Mühendisliği (Turchia) e SYNTHESIS (Cipro).

Tra gli obiettivi principali di YEC vi sono quelli di ridurre l’abbandono prematuro del percorso scolastico, oltre a quello di promuovere l’inclusione sociale. In particolare, il nostro ruolo, insieme ad Associazione Eufemia, è quello di intervenire sulla parte MER (Multimodal Escape Room), indagando la metodologia da applicare e realizzando un’escape room a tema Benessere e Salute Mentale per approfondire come questo tema sia legato anche all’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del Sars-Cov-2, virus che porta la COVID-19.

La pandemia da COVID-19 è stata un evento estremo che ha avuto innumerevoli conseguenze sulla vita di tutta la popolazione mondiale e tra questi, gli effetti meno evidenti e forse i più sottovalutati fin dall’inizio della diffusione della pandemia, sono stati quelli sulla psiche delle persone. La limitazione della libertà individuale, il distanziamento sociale, l’isolamento, essenziali per tenere sotto controllo l’emergenza sanitaria, hanno però avuto grandi ripercussioni sull’equilibrio e sulla salute mentale di ognuno di noi.

Figlia della pandemia è stata anche l’odiata e amata didattica a distanza (DAD), impensabile da attuare solo qualche anno fa, e in alcune realtà ancora di difficile implementazione, che grazie al progresso tecnologico ha permesso a milioni di ragazzi/e di proseguire la propria formazione nei periodi di lockdown e durante i picchi delle diverse ondate, ma che al tempo stesso ha impedito alle nuove generazioni di vivere a contatto con i propri coetanei, perdendo così esperienze di vita importanti per il loro sviluppo psicofisico.

Due anni di restrizioni, isolamento, paure, fake news e infodemia hanno provocato un grande disorientamento in tutti noi, segnandoci nel profondo. 

Cambiamenti d’umore, depressione, paura costante del contagio, incrinamento dei rapporti coniugali e/o lavorativi sono solo alcune delle espressioni più frequenti e meno evidenti delle conseguenze della pandemia, a cui è necessario prestare la massima attenzione e trovare una soluzione.

L’Italia, secondo i dati Eurostat, è fanalino di coda con solo 9 posti letto per 100.000 abitanti dedicati alle persone con problemi psichiatrici, dietro a Cipro con 18, l’Irlanda con 34 e lontani anni luce dalla capolista, il Belgio, che ne ha 135. 

Negli ultimi anni la comunità medica, numerose personalità del mondo dello spettacolo e dello sport hanno tentato di normalizzare l’andare dallo psicologo, ma spesso questo è ancora considerato un tabù per molte persone. A far muro c’è anche il lato economico: non tutti possono permettersi un percorso di psicoterapia, soprattutto in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando. 

Siamo quindi di fronte a difficoltà strutturali, culturali ed economiche che se non superate potrebbero portare danni ancora più gravi e permanenti.

L’accessibilità alle cure e la sensibilizzazione sono le chiavi di volta per risolvere questo problema: di Benessere e Salute Mentale si parla ancora troppo poco e su questo tema non viene fatta una giusta campagna di comunicazione. 

Con YEC e la realizzazione di un’escape room a tema Benessere e Salute Mentale vogliamo trovare un modo alternativo per poter parlare, sia alle nuove generazioni, che agli adulti, di quanto questa difficoltà riguardi tutti/e singolarmente e la nostra società e di come sia essenziale risolverlo per affrontare il futuro con una maggiore consapevolezza di noi stessi/e e dei nostri limiti.

Inoltre, da uno studio effettuato dai ricercatori del San Raffaele di Milano, attraverso approcci integrati di risonanza magnetica, è stato confermato il legame tra infiammazione sistemica dovuta alla COVID-19 e l’insorgenza, a mesi di distanza, di alterazioni cerebrali tipiche della depressione e del disturbo da stress post-traumatico. 

Anche l’alterazione di gusto e olfatto ha certamente portato molte persone a fare i conti con un trauma di tipo psicologico, che ha modificato in modo consistente la propria percezione del mondo attraverso odori e sapori. 

Nonostante l’allerta per l’emergenza sanitaria sia ancora piuttosto elevata in tutto il mondo, la campagna vaccinale ci permette di guardare al futuro con maggiore speranza, anche se resta ancora tanto da fare.

Con il progetto YEC vogliamo fornire uno strumento efficace per combattere parte di questa battaglia, attraverso l’educazione non formale e la diffusione di consapevolezza su un tema importante come il Benessere e la Salute Mentale.

Normalizziamo le cure psicologiche. La nostra mente ha bisogno delle stesse attenzioni che diamo al nostro corpo.

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